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del mio viaggio in Madagascar (ottobre 2010)

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del mio viaggio con l'UNICEF in Indonesia (novembre 2008)

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del mio viaggio con l'UNICEF in Malawi e Mozambico (gennaio 2006)



Il 12 Ottobre 2010 sono atterrato nella città di Nosy be, che si trova in una piccola isola acconto alla più grande isola Africana, il Madagascar.  Il mio programma era di girare ed avventurarmi in quei meravigliosi posti con la moto (una delle mie viscerali passioni), ma la prima tappa è stata quella di visitare la scuola primaria di Ambatozavavy, una realtà che viene seguita dall'UNICEF e che rappresenta un esempio sia per la sua organizzazione, che per la giusta importanza che ripongono nell'istruzione. Grazie a persone come Roger Ramanantso, responsabile dei progetti UNICEF di quella zona, che mi ha scortato per tutta la giornata, sono arrivato nel piazzale della nostra scuola, già vestito da endurista ed in moto. Potete immaginare i 350 bambini della scuola nel sentire il rombo e nel vedersi arrivare questa sorta di extraterrestre...

mi sono sentito circondato da occhi e sorrisi meravigliati ed estasiati. Subito il direttore della scuola, Edourd Rasolofo, che sapeva del mio arrivo, si è presentato ed immediatamente sono stato omaggiato da un ballo ed un canto di benvenuto in lingua malgascia eseguiti da una trentina di bambini:  inutile dirvi che canto e ballo loro, ce l'hanno nel sangue fin da piccoli! Poi, insieme all'insegnate, Jean Gabriel Besafy, mi hanno fatto visitare orgogliosamente la struttura, le classi, i servizi igienici ed infine mi hanno mostrato i tre rubinetti da dove fuoriesce l'acqua, quasi un miraggio per una scuola Africana, credetemi. Ho anche assistito ad una lezione di lingua francese e a due piccole rappresentazioni teatrali. La prima "Ifaramalemy sy Ikotobekibo" narrava di un’antica leggenda Malgascia che sottolinea l'importanza della complementarità tra l'Ifaramalemy (l'intelligenza) e l'Ikotobekibo (i muscoli) per  superare qualsiasi difficoltà, sia nel lavoro che nella vita privata;  la seconda rappresentazione narrava la storia di un bambino che non aveva voglia di andare a scuola (tutto il mondo è paese!) e di come in seguito si rendeva conto di non essere in grado di affrontare la vita in modo adeguato e ponderato.

Voglio infine sottolineare l'importanza dell'associazione dei genitori di questi bambini, che si sono riuniti ed insieme si prendono cura della scuola, costruendo staccionate, bagni, stanze, ed alcuni fanno anche supplenza perché hanno compreso l'enorme importanza dell'istruzione: hanno capito che il semplice saper contare può cambiare l'esistenza ad un bambino dell'Africa.

E' stata una piccola visita ma di enorme importanza, perché ti fa riflettere su quanto l'uomo, a qualsiasi livello, abbia la necessità di scoprire, conoscere, sapere, informarsi ed acculturarsi, e noi abbiamo il dovere, nel limite del possibile, di aiutare chiunque voglia progredire... perché è sacro diritto dell'essere umano.