Regia: Fabrizio Costa

Cast: Anita Caprioli, Massimo Ghini, Leo Gullotta, Marta Gastini, Vincenzo Amato

Soggetto e Sceneggiatura: Luca Rossi e Alessandro Fabbri

Scenografia: Marcello Di Carlo

Direttore della fotografia: Alessandro Signori

Musiche: Lino Cannavacciuolo

Costumi: Stefano Giovani

Una coproduzione: Rai Fiction - Rodeo Drive Media

Produttori: Marco Poccioni e Marco Valsania

 

Catturandi. Nel nome del padre

2016

Trama

L’epica lotta tra Stato e Mafia da un punto di vista nuovo: quello della Catturandi di Palermo, squadra d’élite della Polizia deputata all’arresto dei grandi latitanti. Sono artisti della sorveglianza elettronica e abili a rendersi invisibili, e la loro punta di diamante è una giovane donna, Palma Toscano, impulsiva, appassionata e determinata a catturare l’ultimo capo della più potente organizzazione criminale del mondo, Natale Sciacca. Nella Palermo che è il caldo e intricato scenario della storia, Palma capirà che nulla è mai come appare: i mafiosi più temibili sono volti insospettabili e gli amici possono tradirti. Non solo gli amici: anche gli amori. Perché Palma si porta nel cuore una ferita, la misteriosa morte del padre, eroe della Polizia, che condiziona da sempre la sua vita. Indecisa tra due uomini, indecisa tra due colpevoli: il suo è un viaggio al fondo del tradimento e solo quando riuscirà a trovare il coraggio di toccarlo, quel fondo, Palma troverà quello che cerca davvero. Se stessa.

 

Note di regia

Catturandi tratta il genere poliziesco in modo inconsueto ed io ho affrontato questo lavoro con grande entusiasmo e con un atteggiamento il più possibile privo di schematismi. La contrapposizione tra legalità e criminalità, tra buoni e cattivi non è infatti netta, né scontata, ma vive piuttosto delle sfumature e della complessità dei vari personaggi – questo è l’elemento che ho trovato più interessante, e credo sia inoltre innovativo per una fiction televisiva.

Catturandi è un racconto sulla mafia e sugli uomini che la combattono, dal punto di vista di una squadra d’élite della Polizia che svolge un’azione paziente, accurata e anche logorante di intercettazione e osservazione, finalizzata all’arresto dei grandi latitanti. Un lavoro “invisibile” fatto di lunghissimi appostamenti in ascolto e spionaggio della quotidianità che mi ha fatto pensare a capolavori del cinema come La Conversazione di Coppola o Le vite degli altri, per fare solo alcuni esempi.

Lo scenario della nostra azione è Palermo, una città dai grandi contrasti, viscerale nel bene e nel male. Estremamente accogliente, colorata e viva ma anche difficile e a volte respingente. La complessità della storia si lega strettamente a questi luoghi ed è un altro punto forte del film. All’interno del contesto siciliano infatti, più che in ogni altro, la verità delle cose assume le connotazioni pirandelliane del “doppio”, del relativismo e della molteplicità. Ogni elemento che si scopre ha sempre un altro aspetto, sia dal punto di vista sostanziale che morale. Come in un costante gioco al rilancio dove niente è come appare e la verità non è mai una sola. - Fabrizio Costa in collaborazione con l’Ufficio Stampa.

 

 

Trailer

Foto e Backstage