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Anzi
per uno spettatore italiano, abituato
da anni a essere condotto da
precise interpretazioni dentro le viscere dei Moliere
rappresentati, riesce difficile per una volta scoprire il senso
di una ripresa che non può limitarsi al mero allineamento
delle storie che nella commedia convivono, tanto più trattandosi
di un autore dai complessi umori, che sotto il comico rivela sempre
più incombente col passare dei secoli la tragedia.(!)
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Nella scorrevole traduzione,a volte terminologicamente
ingegnosa già realizzata da Patrizia Valduga per Bosetti e
ora"rivista" da Strehler, le scenette dei giovani restano
isole manieristiche, prive di interesse, col solo Alessio Boni a imprimervi
un persuasivo slancio vitale.
Di
Franco Quadri |