Tratto da "LA REPUBBLICA"

Da un articolo di Franco Quadri relativo allo spettacolo teatrale "L'AVARO" di Molière
(1996)

"VILLAGGIO
CONQUISTA MILANO"


Dieci minuti di applausi, grida di "BRAVO" per gli attori: Paolo Villaggio, e poi Ottavia Piccolo, Gianfranco Dettori, il giovane Tommaso Ragno.
Un bel successo per il debutto dell'"AVARO" di Molière diretto da Lamberto Puggelli.
Forse il trionfo di certi spettacoli strehleriani, ma una serata calorosa, che ha premiato la prima grande produzione di stagione dl Piccolo e il "vecchio debuttante" Paolo Villaggio che a 65 anni ha calcato per la prima volta le scene.
L'attore ha salutato una lunga fila di amici arrivati in camerino, compreso Jack Lang. (!)
Anche se la messinscena di Lamberto Puggelli è suggellata dalla postilla "da un'idea di Strehler" riesce difficile, a cose fatte, rendersi conto di che idea si tratti.

 




 


Anzi per uno spettatore italiano, abituato da anni a essere condotto da precise interpretazioni dentro le viscere dei Moliere rappresentati, riesce difficile per una volta scoprire il senso di una ripresa che non può limitarsi al mero allineamento delle storie che nella commedia convivono, tanto più trattandosi di un autore dai complessi umori, che sotto il comico rivela sempre più incombente col passare dei secoli la tragedia.(!)

 
Nella scorrevole traduzione,a volte terminologicamente ingegnosa già realizzata da Patrizia Valduga per Bosetti e ora"rivista" da Strehler, le scenette dei giovani restano isole manieristiche, prive di interesse, col solo Alessio Boni a imprimervi un persuasivo slancio vitale.

                            Di Franco Quadri