Sangue pazzo

2008

Regia: Marco Tullio Giordana

Cast: Monica Bellucci, Luca Zingaretti, Maurizio Donadoni, Giovanni Visentin, Luigi Diberti, Paolo Bonanni, Mattia Sbragia, Alessandro Di Natale, Tresy Taddei, Sonia Bergamasco, Luigi Lo Cascio, Marco Paolini, Giberto Arrivabene, Aden Sheik Mohamed, Gabriele Dell'Aiera, Giuseppe Marchese, Marco Velutti, Lavinia Longhi, Stefano Scandaletti, Daniele Ferrari, Paola Lavini, Massimo Sarchielli, Claudio Spadaro, Gianni Di Benedetto, Manrico Gammarota, Giovanni Albanese, Alessandro Bressanello, Adriano Wajskol, Marina Rocco, Aurora Quattrocchi, Gianni Bissaca, Lorenzo Acquaviva, Antonio Carillo, Danilo De Summa, Mario Pegoretti, Vincenzo Cutrupi

Sceneggiatura: Leone Colonna, Marco Tullio Giordana, Enzo Ungari

Scenografia: Giancarlo Basili

Direttore della fotografia: Roberto Forza

Montaggio: Roberto Missiroli

Costumi: Maria Rita Barbera

Trucco: Enrico Iacoponi

Musiche: Franco Piersanti

Produzione: BI. BI. Film, Paradis Film, Rai Cinema

Trama

L’alba del 30 aprile 1945, cinque giorni dopo la Liberazione, vennero trovati nella periferia di Milano i cadaveri di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, giustiziati poche ore prima dai partigiani.

Coppia celebre nella vita oltre che sullo schermo, Valenti e Ferida erano stati due divi di quel cinema dei “telefoni bianchi” che il fascismo aveva incoraggiato, incarnando quasi sempre personaggi ribaldi e negativi. Anche la loro vita privata era dominata dal disordine; entrambi cocainomani e, si diceva, sessualmente promiscui.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando il paese si spaccò in due e i tedeschi da alleati si trasformarono in esercito d’occupazione, Valenti e Ferida risalirono al Nord e aderirono alla Repubblica di Salò, ultima incarnazione della follia mussoliniana. Si stabilirono prima a Venezia, dove girarono fortunosamente qualche film, poi a Milano dove - arruolati in una banda di torturatori - si dettero alla borsa nera.

Perlomeno queste erano le voci.

Consegnatisi ai partigiani pochi giorni prima della Liberazione, i due negarono ogni addebito. Valenti giustificò i suoi traffici col bisogno continuo di stupefacenti, sminuì le presunte malefatte attribuendole alla diffamazione e all’invidia.

Il Comitato di Liberazione pretese una punizione esemplare.

Trailer

Foto & Backstage