Verso Peer Gynt

1995

Testo da: Peer Gynt di Henrick Ibsen

Nella traduzione di: Anita Rho

Regia: Luca Ronconi

Con: Anna Maria Guarnieri, Massimo Popolizio, Nicola Scorza, Marta Richeldi, Monica Mignolli, Alessio Boni, Liliana Massari, Irene Noce, Silvia Iannazzo, Pierfrancesco Favino, Augusto Fornari, Luigi Saravo, Roberto Baldassari, Maximilian Nisi, Francesco Gagliardi, Alfonso Veneroso, Riccardo Bini, Daniele Salvo, Massimo De Francovich

Scene: Jacques Reynaud

Musiche a cura di: Paolo Terni

Luci: Sergio Rossi

Produzione: Teatro di Roma

 

 

Note di drammaturgia

 

Doveva essere un lavoro preparatorio ad una messinscena completa, ma in realtà è stata un’avventura totale, e molto soddisfacente, dentro tutti i risvolti offerti dalla creatura del titolo, Massimo Popolizio. Anna Maria Guarnieri è prima la madre del leggero ragazzo, poi Solvejg la donna amata, a indicare già esplicitamente la chiave dell’indagine analitica. Attorno a loro, oltre a De Francovich e Bini, quindici borsisti neodiplomati attori. A loro, a turno ogni sera, il compito di pronunciare il famoso monologo della cipolla, ovvero tanti veli leggeri da sfogliare senza arrivare mai al nocciolo. E un velo grigio circonda la scatola scenica, che porta gli spettatori sul palco e i personaggi in una scatola grigia in platea, con molte porte laterali, e sulla galleria sovrastante.