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C’è un motto che mi caratterizza fin da adolescente: Se il tuo mondo non ti permette di sognare, scappa verso uno dove puoi.

A 19 anni, conseguito il diploma di ragioneria, lascio il lavoro di piastrellista e il lago d’Iseo dove sono nato. Non immagino che non ci tornerò più e che non mi fermerò più.

Il sogno non so ancora quale sia. Lo cerco a Milano (in polizia), in America (dove faccio di tutto: newspapers delivery, lavapiatti, babysitter), poi nei villaggi turistici (come animatore). Lo trovo finalmente a 22 anni, la prima volta che vado a teatro. Vedo La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone e mi cambia la vita. Da lì, l’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma, incontri importanti con maestri come Andreas Rallis, Orazio Costa Giovangigli, Peter Stein, gli anni di tournée teatrale (con Strehler e Ronconi), il debutto sul piccolo schermo con La donna del treno per la regia di Carlo Lizzani e sul grande con La Meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana.

L’interpretazione di Matteo Carati mi fa da trampolino di lancio. La mia carriera professionale spicca il volo e, ruolo dopo ruolo, scopro nuovi mondi in cui sognare: interpreto Caravaggio, Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari, Ulisse e perfino Dio nello spettacolo teatrale Il Visitatore diretto da Valerio Binasco.

Ora, a un passo dai 50 anni, dopo 25 trascorsi tra palco e set, la curiosità mi porta “dall’altra parte della barricata”. Nel 2015 esordisco alla regia teatrale con lo spettacolo I Duellanti.

Probabilmente non tarderò a mettermi alla prova anche dietro la macchina da presa. Ho già un’idea…

 

Amo il mio lavoro e il vero successo per me è poter fare nella vita ciò che la mia passione - anni addietro - ha dettato alla mia scelta...

Perché lo amo? Perché completa la formazione di un uomo.

Un attore deve interpretare la vita e per fare ciò deve conoscere, sperimentare, sensibilizzarsi agli eventi della natura, deve saper ascoltare e guardare, insomma… deve saper accogliere tutte le esperienze che l'esistenza può offrirgli per immagazzinarle nel suo subconscio per poi usarle nell'espressione della sua arte.

Un attore ha il dovere di afferrare il pieno significato della vita, ha il compito di interpretarla e - se riesce - a rivelarla.

Sarà la sua consacrazione.   

There is a motto which has characterized my life since I was a teenager: If your world doesn't allow you to dream, move to one where you can.

At 19, after earning a diploma in accounting, I left my job as a tiler and Lake Iseo, where I was born. Little did I know I was never to return or come to a stop.

I did not know what my dream was yet. I pursued it in Milan (in the police force), in America (where I did anything from delivering newspapers to washing dishes to babysitting), then in tourist resorts (as an entertainer). I discovered it at last, at 22, the first time I went to the theater. I saw The Cat Cinderella by Roberto De Simone, a life-changing experience which led to my admission to the Silvio D'amico Academy of Dramatic Arts in Rome, meeting masters such as Andreas Rallis, Orazio Costa Giovangigli, Peter Stein, years of touring with Strehler and Ronconi, my television debut in La donna del treno directed by Carlo Lizzani and my film breakthrough in The Best of Youth by Marco Tullio Giordana.

The role of Matteo Carati was a springboard for my career, and each new role allowed me to discover a new world to dream in: I played Caravaggio, Giacomo Puccini, Prince Andrej Bolkonskij, Walter Chiari, Ulysses and even God, in the play The Visitor, directed by Valerio Binasco. Today, on the threshold of my 50th birthday, after 25 years spent on stage and on the set, curiosity leads me to "the other side of the fence". In 2015 I made my debut as a director with the play The Duellists.

It is likely it won't be long before I try my hand at film directing as well. I already have a few ideas lined up...

 

I love my work and true success to me means being able to do in life what my passion - years ago - dictated to my choice...

Why do I love it? Because it makes a man's development complete. An actor must interpret life and to do so he must know, experiment, become aware of nature's events, he must learn to listen and observe, in a few words... he must learn to embrace all the experiences that existence has to offer in order to store them in his subconscious and then use them in expressing his art. An actor has the duty to seize the full meaning of life, to interpret it and - if he succeeds - to reveal it.

This will be his consecration.  

©Alessio Boni 2016